 |
Cene Medievali |
|
>> Il
rituale de lo pasto medievale vole essere governato in prima da obblighi
morali, et poi da obblighi materiali. Nianche al tavolo de li messeri
piu' importanti, i convitati aveano necessariamente una scudella per
ogniuno... usava spesso cum dividere scudella e bicchiere e tagliere con
lo compagno di tavolo, fosse anche uno isconosciuto. Per via delle
ragioni or ora enuntiate ogniuno dovea avere attentione et respecto per
li altri convitati. Dal momento che pe' la maggiore parte lo cibo venia
preso con la mano, era bona abitudine lavarsi convenientemente le mani
prima di accomodarsi a la mensa. Pe' le zuppe e li brodetti e le salse,
una mestola quasi sempre singulare, servia a pescare ne la scudella cum
divisa benevolmente con lo proprio vicino di tavolo. Le carni et i
pasticci venian tagliati ne lo piatto usato pe' servire, spesso dai
convitati medesimi, poiche'è l'arte del trinciare era propria dell'educatione
sia del gentilomo che dell'omo civile.
|
|
|
e inoltre... |
|
>> Cortesia
volea che una parte delle carni venisse offerta a lo compagno di
tagliere, in particulare se lo compagno era una donna... che si credea
non fosse padrona dell'arte del taglio. I rocchij (pezzi) de la carne
venian presi e portati alla bocca con la mano: non ancora si conoscea
pe' codesto uso la forchetta. |
|
|
Pe' la maggiore parte de lo tempo, li convitati soleano
pulire le dita, necessariamente untose ne la tovaglia... cattiva regula
era succhiarle, et nello medesimo modo non si potea sputare a lato de la
tavola et pulirsi lo naso ne la tovaglia. Li coppieri si adoperavano
affinche' niun bicchiere fosse mai voto, sia di vino come di aqua. Bona
regula del saper viviere volea che ci si asciugasse la bocca prima di
bere, che non si facesse romore nel sorbire, che si bevesse in modo
lento et a piccioli sorsi. Nel respecto de la temperantia, l'inebriante
vino solea essere consumato cum moderatione et semper cum aqua... non si
potea pensare ad una mensa orfana di bono vino. |
|